FACCIASCANCELLATA


facciascancellata copertina_01062014bb1. La r
agazza al telefono

Quel che ti racconterò ora è strettamente confidenziale. Non ripeterlo in giro, me ne vergogno un po’. Tuttavia ho voglia di dirlo a qualcuno. Ho scelto te.
Due anni fa ero in città ad agosto. I bolognesi hanno ragione a lamentarsi del caldo in estate, ma in ufficio c’era l’aria condizionata e i miei colleghi erano in ferie. Fatto quel poco che c’era da fare, parlavo al telefono con le ragazze conosciute chattando. Miriam di Genova disse che quelli come me le erotizzavano il cervello.
Chattammo per molti giorni, durante i quali non volle mai darmi il suo numero. E così mi venne il sospetto che non fosse una ragazza. Di tanto in tanto, un tizio s’inseriva nei nostri dialoghi e mi dava l’impressione di essere geloso. Miriam spiegò che chattavano da due computer vicini, e che lui sbirciava, ma la loro confidenza era ambigua. Ammesso che fossero in due, e che uno fosse maschio e l’altra femmina.
Annotavo mentalmente le informazioni che mi dava di sé. Alla fine disse qualcosa di troppo, potevo risalire al suo numero. Digitai alcune parole-chiave e, magicamente, l’algoritmo del motore di ricerca lo trovò. Corrispondeva ad un negozio di elettrodomestici di Genova. Chiamai, rispose una ragazza. Chiesi di Miriam, riattaccò subito. Durante l’attimo di sorpresa avevo capito che Elorri87 non si chiamava Miriam. Richiamai e, stavolta, parlammo.
Scoprii che potevo influenzare il suo umore sino a farle perdere il controllo, allora le chiedevo cose molto intime. Il premio iniziale era farmi descrivere le mutandine che indossava. Il gioco proseguiva, e le chiedevo di denudarsi l’anima. Volevo sapere chi era realmente, doveva rispondere alle mie domande senza riflettere. L’autenticità delle sue risposte mi gratificava sino all’erezione.
Un giorno mi disse che studiava il senso del mondo attraverso l’etimologia. In qualche modo, sembrava si spiegasse così il suo eros per le parole. La nostra confidenza aumentava in modo esponenziale, però fra noi correva solo il filo telefonico, e Genova non si raggiungeva col 18 da Piazza Roosevelt.
Il negozio chiuse per ferie e iniziai a chiamarla al telefonino. Passavano i giorni e mi pareva di conoscerla da sempre. Parlavamo già d’incontrarci ma dal 17 agosto non rispose più. Cosa avevo sbagliato? Se n’era andata in vacanza senza avvisarmi? Aveva cambiato idea? Miriam dove sei? continuavo a ripetermi, anche se mi aveva rivelato di chiamarsi Sara, che Miriam era l’alias in chat, e curiosamente il nome della sorella. Aveva solo giocato con me e ci avevo creduto.
A settembre ritornarono i miei colleghi e non fui più libero di muovermi come volevo. Durante una pausa pranzo decisi di richiamare il negozio di elettrodomestici. Speravo di risentirla, e di chiederle ragione della sua sparizione. Mi rispose una voce maschile, doveva essere il tizio che si inseriva in chat. Mi disse che si era licenziata. Una volta era passato a casa sua e il portiere gli aveva detto che era andata via. Mi riferì, en passant, che il 17 agosto le si era incendiata la casa. Pare che la lavatrice avesse preso fuoco e si era scatenato l’inferno. Poi l’aveva persa di vista.
Tre settimane dopo ero steso sul divano, con una birra in mano e Glenn Gould che suonava Bach. Sfogliavo il libretto del CD cercando di non sporcarlo. Erano le sei del mattino di un sabato ed ero rientrato da poco. Stavo per addormentarmi quando sentii un bip persistente. Aprii gli occhi, fuori albeggiava. Il notebook aveva ripreso vita e mi chiedeva se accettavo la chiamata di Elorri87.
Sara apparve sullo schermo. Sgranai gli occhi. Sorrise. Ero così sorpreso da non riuscire a chiederle perché si fosse eclissata. Spostò il tablet e vidi che era in auto, fuori c’era l’insegna dell’autogrill. Un istante dopo il viso era a tutto schermo, notai che aveva gli occhi blu. Stava muovendo le labbra quando si bloccò l’immagine. Mi sembrò di udire Viktor sto venendo da te!
Cercai nel silenzio il battito del mio cuore, pareva avesse smesso di pulsare. Mi rincuorai all’idea che se si fermava non si poteva continuare come niente fosse. Come il motociclista che dopo l’incidente si tolse il casco, e la testa cascò. Le spiegai come arrivare in via Zanardi. Mi replicò, seria seria, che non era certa di poterne venire fuori. Si riferiva all’autostrada come fosse il Triangolo delle Bermuda.
Ti potrei raccontare del nostro incontro. Ti dirò, invece, che mentre mi accingo a scrivere le ultime parole famose, Sara è qui con me, e che dalla strada mi giunge l’ultimatum. Sento la voce amplificata dal megafono. Sono sorpreso, pensavo accadesse solo nei film. Questa parte della storia è cominciata mezz’ora fa. Stavo per consegnarmi ma qualcosa è cambiato.
Adesso devo uscire dalla finestra e andare sul tetto. La polizia sta per entrare.

(Clicca sul link https://www.facebook.com/pages/Facciascancellata/683086441754848?fref=ts e poi su “mi piace”.)

Tratto da “Facciascancellata” – (c) Viktor Paciuko (costo: 2,69 €)

http://www.amazon.it/gp/product/B00ICLJUQO?*Version*=1&*entries*=0

Chi volesse prenotare la copia cartacea (costo: 16 €) può farlo scrivendo a facciascancellata@libero.it

 

FACCIASCANCELLATA (Romanzo)

Chi vuole uccidere Viktor e perché? chi dà fuoco alla casa di Sara? perché Viktor è ricercato dalla polizia francese e italiana per omicidio?
Il romanzo ha un andamento pop, ma in controluce è la mappa per ritrovare la pietra filosofale, cioè il senso della vita.
Viktor, il protagonista maschile, è un trentenne precario a Bologna, ma ha anche un passato da giornalista al Sud. Qualcuno cerca di ucciderlo o d’incastrarlo con uno strano incidente. Due anni dopo un video lo mostra compiere un omicidio a Parigi.
La storia si svolge entro poche ore, quelle della sua latitanza, in cui si alternano episodi che alimentano la nostalgia e il disincanto.

SINOSSI
La storia accade fra sera e mattino seguente, il qui-e-ora si alterna a flashback dallo status ludicamente ambiguo.

Viktor, un impiegato rimasto solo in ufficio con poco da fare, due anni fa chattava con le ragazze: molte sue ex le aveva conosciute così. Racconta a qualcuno, intanto al lettore, come conobbe Sara. Il momento della narrazione è qui e ora, al punto che deve interrompersi, c’è la polizia alla porta. Due anni prima, stava guardando l’inizio di una puntata di Arsène Lupin in TV e, l’istante dopo, si era ritrovato seduto al posto di guida di una Mini Cabrio rossa “fermata” dal semaforo di via Ugo Bassi, nel centro di Bologna. Qualcuno l’aveva drogato e voleva ucciderlo con un falso incidente?

I fuggitivi ora sono penetrati in una casa disabitata. Dalla finestra, al buio, Viktor e Sara osservano la polizia, che crede si siano dileguati. Viktor si rivolge, sin dall’inizio, non al lettore, ma a qualcuno che condivide con lui il ricordo di una gita al lago di Bolsena, alle medie. Fra gli altri, è citato un certo facciascancellata, che sembra il nomignolo di un compagno di classe.Accenna ad un video trasmesso in TV che lo mostra autore di un crimine efferato.

Si sente come Camillo D’Ambra, che aveva completamente rimosso. Sette anni prima era una rotellina di un ingranaggio crudele, preposto a stritolare i capri espiatori, socialmente predestinati a finir male. La sua crisi si era risolta lasciando Casafròla e il giornalismo.La polizia se n’è andata. Continua a rievocare la sua vita precedente, a Casafròla. Gli torna in mente quando un esponente politico di rilievo, colluso e intrallazzatore, cercò di intimidirlo. Stremato, Viktor cade in uno stato simile al dormiveglia, in cui rivive i piccoli grandi traumi della sua infanzia.

Viktor è a letto, al buio, con Sara, il lettore li intravede oltre l’oscura presenza, che ora sembra sussurrargli all’orecchio. Chi è con loro nella stanza? Due anni prima, agli inizi di settembre, il treno lo trasportava quasi per inerzia a Venezia. Andava al Lido, dove i sui amici avevano affittato al camping Malamocco una roulotte. L’incontro fra Viktor e Sara si caratterizzò per una immediata attrazione, anche fisica, fra loro. Sara rivide in lui il suo primo amore,  lo scrittore Virgilio Ligabue. Viktor, invece, quando la vide la prima volta, si perse nei suoi occhi blu senz’anima.

“CHI SA CHI E'” è una trasmissione in onda su MMBR TV, con un format abbastanza sui generis: cerca di indagare la vera natura umana. Lo fa attraverso gli sprazzi di autenticità dei video amatoriali che girano in rete con i loro anonimi protagonisti. Due anni fa sembrava la trasmissione cercasse Sara.

Verso la fine di settembre, Viktor aveva capito chi l’aveva mandato a sbattere contro il semaforo, dopo averlo drogato. Aveva capito, soprattutto, il perché. Tutto era iniziato per caso in quella pizzeria di Casafròla, dove aveva concordato con Guido e Andrea una settimana veneziana. Viktor va a vivere con Sara a Parigi, e a Montmartre vedono la scultura di un uomo che fuoriesce dal muro, Le Passe-Muraille di Jean Marais.

Viktor apprende con una telefonata la vera origine del nonno novantenne, che non è basca, come aveva sempre detto. Suo padre, era stato colto da una devastante crisi d’identità. Viktor esce con Sara dalla casa in cui hanno passato la notte, e vanno al bar a far colazione. Mentre passeggiano sotto le due torri, sentono una successione di clic! metallici: la polizia li ha accerchiati.

Ma quando tutto sembra finito c’è un colpo di scena.
La storia termina con le parole con cui era cominciata: “Quel che ti racconterò ora è strettamente confidenziale. Non ripeterlo in giro, me ne vergogno un po’. Tuttavia ho voglia di dirlo a qualcuno. Ho scelto te.”
Stavolta l’incipit assume un significato diverso, mentre la storia ricomincia daccapo.

Puoi acquistarlo qui (costo: 2,69 €):

https://www.amazon.it/dp/B00ICLJUQO

Chi, invece, volesse prenotare la copia cartacea ( costo: 16 € ) può farlo scrivendo a facciascancellata@libero.it

facciascancellata copertina_01062014b

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...